Hugues Jallon - "Sade. Il corpo costituente"
 


"Non è il mio modo di pensare che ha provocato la mia sventura, è quello degli altri" diceva Donatien-Alphonse-François de Sade Per quanto non sia possibile ridurre il suo pensiero ad una patologia, sono l’esagerazione e l’oltraggio della sua opera che hanno condotto il divino marchese a trascorrere l’essenziale della sua vita in prigione e i suoi libri a rimanere per lungo tempo nel silenzio degli ‘inferi’ della Bibliothèque National di Parigi. Questa opera filosofica a poco a poco recuperata da coloro che volevano vedere in Sade il prigioniero martire della monarchia, il cantore della sovversione, l’oppositore alla pena di morte e al rispetto delle leggi, ma anche ‘l’apostolo degli assassini’, l’apologeta del crimine e perfino l’ispiratore della barbarie nazista.

Altrettanti equivoci ed altrettanto disprezzo vigono attorno al suo pensiero necessitava di qualche chiarimento. Hugues Jallon ci consegna in questo saggio una lettura politica dell’opera del marchese e ci invita a comprendere l’evoluzione della riflessione filosofica di Sade integrandovi il punto di vista (fruttuoso) della relazione di essa con il diritto. Inoltre mettendo al centro della propria analisi la questione del corpo, del desiderio, della gioia, del dibattito politico e giuridico, Sade riconsiderava i fondamenti del diritto individuale e mantenendo uno stato d’insurrezione permanente per non cedere alla tentazione di rispettare le leggi.

Egli passa dalla sua trasgressione pura e semplice al dirottamento di quest’ultimo a profitto di un ordine lussurioso, organizzato autour all’arbitrarietà.

Hugues Jallon, ex-allievo dell’Institut d’Études Politiques di Parigi dove ha conseguito il dottorato in filosofia. É responsabile editoriale delle edizioni La Découverte-Syros di Parigi.



Hugues Jallon -
Sade. Il corpo costituente.

a-change -
Milano 2002
pp. 120, Prezzo 10,00 Euro
uscita prevista settembre 2002